Se è sempre un passo indietro a cosa serve il marketing?

Come nei vecchi 45 giri, la marca può avere un lato A e un lato B.

Nei piccoli vinile il lato Aera quello per cui compravi il disco. La hit del momento. Però spesso le cose più interessanti le trovavi sul retro dove c’era l’inatteso: l’arrangiamento sorprendente, il testo inedito, la sperimentazione creativa. Ecco, la Sostenibilità va pensata e proposta proprio come il lato B di un prodotto, di una marca o di un’azienda. È quello che c’è dietro, o magari dentro, che sorprende, che indica direzioni nuove ancora inesplorate, che dà inizio a nuove conversazioni con nuovi pubblici, che crea differenze sostanziali con altri prodotti, altre marche e altre aziende, generando nuova rilevanza.

Il lato B, insomma, rappresenta un varco verso il futuro. Anche se spesso questo varco è circondato da sabbie mobili che ne rallentano o impediscono l’attraversamento: il futuro visto come buco nero, il compromesso reso metodologia, l’emergenza proposta come alibi, il pregiudizio diventato posizione, il protagonismo elevato a funzione, l’autocensura praticata come difesa, la Fiducia vissuta come chimera, l’incubazione che si trasforma in spreco, la creatività giudicata futilità, l’errore sofferto come fallimento, lo status quo come rassicurazione e il talento sofferto sempre come disturbo.

Se il nostro obiettivo è fare innovazione il benchmark siamo noi.

Siamo in un momento di grandi cambiamenti, ma per qualche strana ragione pensiamo al cambiamento in modo tradizionale e lineare, aspettando qualcuno che indichi la direzione, qual è il ROI atteso, qual è il benchmark di riferimento, qual è il piano d’azione per arrivare all’obiettivo. Ma se non cambiamo il nostro modo di osservare le cose, compreso il punto da cui le osserviamo, non arriveremo mai da nessuna parte. Se il nostro obiettivo è fare innovazione il benchmark siamo noi. Bisogna conversare con le persone, perché i mercati sono conversazioni, bisogna abbassare la voce per ascoltare e capire come usano i prodotti, quale esperienza ne ricavano, quali sono i loro desideri e cosa pensano delle aziende che li producono, perché la marca, lo sappiamo, è un’opinione. Abbiamo bisogno di coraggio, di energia e di Fiducia per fare questo percorso. E anche di nuovi punti di vista, per guardare i fenomeni nuovi da nuove prospettive.

La Sostenibilità può oggi essere considerata la più fertile delle business idea, l’unico vero driver d’innovazione verso una rinnovata qualità della vita — madre di tutte le merci future — capace di ridare senso al concetto stesso di marca.

Focalizzandosi nella creazione di prodotti con la Sostenibilità dentro si arriva a rivoluzionare il modo di pensare alla produzione e ai mercati, che vuole dire anche cambiare mercato di riferimento o crearne di nuovi, con persone nuove che pensano in modo nuovo. Sono convinto, sapendo di non essere solo, che intendere e praticare il marketing in modo diverso sia un mezzo potente ed efficace per favorire ed accelerare lo sviluppo sostenibile promuovendo uno stile di vita di vero benessere. E sarebbe un buon inizio se il marketing smettesse di parlare di target da colpire come se avesse di fronte dei nemici e di consumatore dimenticando che in fila alle casse del supermercato ci sono semplicemente persone, con i loro bisogni, desideri e frustrazioni. E in ogni caso tutti noi, prima che consumatori siamo produttori.

Sviluppo i piani strategici e operativi per creare marche capaci di coniugare performance, etica e aggregazione. #benfatto

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